che brutto essere stranieri in una citta’ quando piove

15 agosto 2008 h 13.00

“sarebbe brutto anche se fossimo a firenze” rispondo a laura, che guarda sfiduciata il phon che ha in mano.
“esatto”.
“allora e’ brutto essere fuori casa, in una citta’ che non conosci, quando piove”.
“ma io l’ho detto in modo piu’ poetico!”.

il phon si e’ rotto. appena in tempo per riscaldare, se non proprio asciugare, i pantaloni le scarpe zuppe d’acqua.
a santiago piove da quando siamo usciti stamattina: questa in camera e’ una ritirata a tutti gli effetti, per salvare il salvabile e programmare nuove strategie.
mattinata sfortunata quella di oggi: a parte la visita alla bella mostra “territorios y existencias” della fotografa magdalena correa e la messa di ferragosto sommessa e semplice, e’ stato tutto un rincorrere sotto l’acqua obiettivi che ci sono scappati fino alla fine. e non chiedevamo tanto: un caffe’, per scaldarci e darci tono. ma a bella vista, il quartiere giovane, secondo la guida, con altissima densita’ di locali, abbiamo trovato tutto chiuso (e’ giovane veramente, non come noi: complice la festivita’ odierna, si saranno ritardati gli orari di chiusura ieri sera e ritardati cosi’ anche quelli di apertura…). per non parlare del centro: bar e negozi tutti chiusi, anche nel peatonal “consumistico” che ci aveva tanto ricordato calle florida di buenos aires.
questo ci conferma l’impressione gia’ avuta ieri, all’arrivo, di una citta’ poco turistica: anche se fuori stagione, si nota subito come l’attenzione/dedizione ai turisti sia molto bassa a santiago.
e questo aspetto, se per certi versi non puo’ essere che un bene (quando poi l’attenzione all’accoglienza viene sviluppata con altri canoni, non consumistici, ma sobri e attenti alla persona nella sua integrita’), ha la capacita’ di portare sotto le coperte due viaggiatori avventurosi e sprezzati delle intemperie come noi : )
poco turistica, forse, ma sicuramente vivace, culturalmente, artisticamente, politicamente.
basta scendere nelle stazioni delle metropolitane, ognuna delle quali allestite con installazioni artistiche differenti (da noi, oltre a resistere molto poco, sarebbero anche solo difficile da proporre).
oppure vedere la varieta’ delle proposte musicali fuori dai locali serali (leggendone le locandine, noi giovani ieri sera all’orario dei concerti gia’ avevamo fatto due o tre sogni).
e visitare il centro culturale della moneda, le mostre e le esposizioni, l’omaggio a salvador allende nel centenario della nascita, e notare l’eta’ media molto bassa dei visitatori.


allende… e’ una presenza palpabile a santiago, visibile, un po’ per la nostra “predisposizione” e attenzione dedicata, ma non solo. questo, abbinato al fatto di non essere una citta’ prettamente turistica, e’ un segnale di attenzione e riferimento sinceri e sentiti, non imposti.
ma e’ solo un’impressione, essendo ancora digiuni e ignoranti in merito alla realta’ sociale e politica del cile…
cosi’ digiuni… che lo stomaco inizia a brontolare, per la fame. fuori la pioggia non accenna a smettere, ma penso sia arrivato il momento di uscire…

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