il cielo sopra santiago

14 agosto 2008 h 13.30

appunti dal caffe’ vainillia, in una strada pedonale che dovrebbe essere una strada commerciale centrale (adesso laura controlla sulla giuda).
caffe’ e strada scovati per caso, alla ricerca di un luogo tranquillo, dove scaldarsi dentro e fare un po’ il punto prima di (ri)partire.
ventiquattro ore ormai dopo la partenza dall’aereoporto di malpensa, due aerei ed un oceano in mezzo, un viaggio a chiudere ed aprire le parentesi tra il prima ed il dopo.
ho letto e sentito diverse volte “viaggiatori”, e spesso gli ho dato ragione, criticare il viaggio moderno in aereo, che annulla le distanze, catapulta i viaggianti da una parte all’altra del globo sorvolando sulla lentezza, la fatica e i passi del viaggio stesso.
vero. il “viaggio” in se’, compiuto non in aereo ma piuttosto con mezzi pubblici, in bicicletta, a piedi… , e’ un entrare dentro il viaggio stesso, attraversarne i paesaggi, calpestrane gli odori, i colori, i suoni. e’ come un viaggio prima del viaggio, quello che inizia quando si raggiunge la destinazione di partenza. un viaggio che ti plasma, prepara, forgia pr il viaggio che ha da iniziare.
pensavo stanotte (stamattina? stasera?) a questo e a quanto, per ovvi motivi logistici, l’aereo ci stava facendo perdere. e scoprivo cosi’ di stare compiendo un altro tipo di viaggio, piu’ interiore e nascosto, ma allo stesso tempo penetrante: dal lasciare spazi, forme, volti noti all’incontrare un mondo altro, in mezzo la sensazione di stare sospesi, su questo aereo perso nel blu piu’ scuro, a precedere il sole nel suo sorgere in una sfida senza pari per impari traiettorie.
un viaggio nel buio, a creare aspettative, domande e dubbi difficili da formulare, risposte ancora al di la’ da trovare…
e alla fine, il cielo sopra santiago e’ dapprima un’alba a segnare il vero vincitore, il sole, contornado il contorno irregolare e aspro e dolce allo stesso tempo delle ande, di cui attraverseremo tutto il chiarore dei loro ghiacciai.
il cielo spra santiago, al nostro arrivo, e’ di un grigio palpabile, che ti penetra dentro, lo respiri e quasi lo vedi uscire sottoforma di vapore nel freddo pungente ma tuttavia sopportabile di questo inverno cileno.
e’ un grigio presente, che da’ colore alla risposte alle nostre aspettative maturate su questa citta’.
cosi’ come ci era gia’ successo per un’altra santiago, santiago del estero che in argentina ci aveva accolto con nuvoloni neri a ricoprire il cielo e un temporale estivo, santiago del cile ci coglie impreparati e ipersensibili, influenzati dal cielo pumbleo come i piu’ scontati meteoropati.
in mezzo alla gente, sul pullman che ci porta in centro e poi sulla metropolitana, resistiamo pero’ alla tentazione di fermarci una sola notte in citta’ per lasciarle il tempo per farsi comprendere meglio.
ora, trovata sistemazione nell’accogliente locanda in avenida condell a providencia, dimenticato con questo caffe’ il tramezzino trangugiato per fame e controvoglia in un barettino a mezzogiorno, siamo pronti.
qualche informazione dalla gida, il caffe’ a scaldarci dentro, lo zucchero e la panna montata per l’energia necessaria.
usciamo di nuovo sotto il cielo di santiago…

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