il vento che accarezza il deserto

uyuni, bolivia – domenica 24 agosto 2008 – h 17.15 locali

soffia e non capisci da dove arriva.
forte, ti secca la pelle del viso e arrossisce le mani.
nel deserto soffia come se volesse comunicare qualcosa.
ti fermi e guardi intorno.
le montagne e i vulcani della cordigliera andina a fare da cornice, rocce e pietre scolpite dal tempo a riempire lo spazio deserto.
e poi, quando meno te lo aspetti, lagune dai mille colori a inondarti gli occhi, in lontananza flamingos (fenicotteri) rosa spiccano il volo.
sembra di essere una cartolina: come prenderne una in mano ed entrarci a pie’ pari.
solo che nelle cartoline non lo vedi il vento: qui si’, oltre a sentirlo ti sembra quasi di vederlo.
come se volesse dirti: qui non sei spettatore passivo, non sei spettatore ma partecipe.
e ti si apre il cuore alla consapevolezza di poter partecipare a qualcosa di unico, allo spettacolo di una natura incontaminata… vedere stamattina il sole sorgere all’orizzonet del salar di uyuni (il piu’ grande del mondo), cosi’ come avvicinarsi in punta di piedi ai flamingo cileni nel deserto di atacama o finalmente oltrepassare le montagne di san pedro (ed il confine tra cile e bolivia) e ritrovarsi sul tetto delle ande, tra lagune di mille colori…
e il vento continua a soffiare.
e se e’ vero che il suo movimento e’ dettato da uno squilibrio di masse d’aria e di pressioni, viene da chiedersi cosa tiene in movimento tutto quanto il mondo, cosa muove la vita delle singole, e uniche tra di loro, persone che lo abitano.
forse la ricerca di un punto di equilibrio nelle proprie esistenze? come se il viaggiare stesso, per quanto riguarda i viaggiatori, sia una ricerca di risposte e contributi che possano portare equilibrio nella vita di tutti i giorni…
oppure non e’ forse il contrario, cioe’ la fuga continua da una situazione di stallo, che non appena raggiunta porta immediatamente alla nascita di nuovi stimoli, ricerche, domande?
chissa’, ogni vita e’ diversa, ma forse entrambe le motivazioni, insieme, valgono…
ci siamo chiesti piu’ volte chissa’ quale ‘viaggio’ sia la vita delle persone che si incrociano per strada, quali le loro esperienze, i loro sogni, le gioie e i problemi, e il futuro prossimo cui stanno andando incontro.
non vi e’ mai capitato di trovarvi in mezzo a molta gente, tra le macchine andando al lavoro o camminando per strada nell’ora di punta, e fare una sorta di ‘pausa’ mentale, fermare tutte le persone e vedere esplodere idealmente da ognuna di esse storie, sogni, obiettivi? e stupirsi di quanto e’ vario il mondo e di quanto e’ piccola la nostra storia personale in mezzo a tutte le altre…
e chiedersi, anche, se noi stessi abbiamo bene in mente il nostro ‘viaggio’, se conosciamo realmente i nostri sogni, se la direzione, o le direzioni, in cui stiamo andando le abbiamo davvero scelte, se sono quelle giuste…
a noi e ‘ successo anche qua, dall’altra parte del mondo, camminando per le vie, viaggiando sui pullman locali e ancora di piu’ partecipando a questi ultimi due tour, prima occasione in cui abbiamo potuto entrare in piu’ ‘confidenza’ con altri viaggiatori, italiani per lo piu’.
la coppia di globetrotter catanesi conosciuti nel giro delle lagune nel deserto di atacama, come anche andrea di conegliano veneto, decennale viaggiatore solitario in america latina, persona ricca di esperienze e idee da condividere (senza per forza approvare), e i giovani brasiliani di belo horizonte, gabriel e bernard, o anche il nostro autista nel deserto e la cuoca…
con ognuno di essi la prima notizia che si e’ condivisa e’ stata la provenienza e la direzione del viaggio in corso, notizie piu’ particolari invece sui viaggi delle singole vite sono venute poco a poco, condividendo un pasto in mezzo al deserto, le emozioni dei paesaggi, una notte a 4200 metri e temperature sotto zero e kilometri e kilometri di jeep sulle rocce…
fili che si incontrano e un poco si intersecano, per poi alla fine riprendere ognuno il proprio cammino, piu’ ricchi di prima, con alcune risposte e nuove domande ancora…
difficili, come sempre, da tradurre in parole…
cosi’ come i paesaggi incontrati in questi quattro giorni di viaggi, a cavallo tra cile ordinato e incontaminato e bolivia verace e selvaggia… (a questo potranno aiutare le
foto di laura, che pero’ oggi non riesce a caricare).
quattro giorni ‘fuori dal mondo’ ma molto piu’ dentro di quanto possiamo pensare.
e oggi arrivo alla ‘civilta”, una nuova cittadina nel nostro cammino, uyuni sul limitare del deserto salato, una nuova immersione tra la gente, tra modi di vivere, comportarsi, abitare…
e’ questo, forse ancora piu’ dei paesaggi e della natura, che andiamo cercando nei nostri viaggi: cercare di entrare nella vita delle persone, in punta di piedi, condividendola per quanto ci sia possibile, osservandola, un poco assimilandola per osmosi… e tra cile e bolivia possiamo gia’ osservare due mondi completamente diversi.
certo, non conoscendo la lingua e avendo due caratteri non proprio espansivi, a volte e’ come guardare
il tutto da un buco della serratura.
ma e’ gia’ un grande privilegio questo, assieme alla possibilita’ di riportare un po’ tutto a casa… e contaminarne la nostra vita e quelle di chi vive con noi!

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